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Il rapporto personale tra il notaio e le parti

Secondo la legge notarile, articolo 47, è compito del notaio indagare la volontà delle parti e compilare personalmente e in maniera integrale l’atto.

Indagare la volontà delle parti significa instaurare un rapporto con il proprio cliente per reperire in modo completo tutte quelle informazioni a lui necessarie ricercando al contempo anche possibili modifiche e motivazioni da sottoporre al cliente e che possano modificare la sua volontà.

Un rapporto personale tra il notaio e le sue parti, previsto dal codice deontologico dei notai, è fondamentale affinché da un lato il cliente possa esporre la sua volontà in modo completo e dall’altro il notaio possa comprenderla in modo approfondito.
Indagata la volontà, ancor prima quindi che venga stipulato e si sia data lettura dell’atto notarile, il notaio ha il dovere di orientare le parti presentandogli i possibili atti e le clausole da inserire nell’atto stesso con il fine di raggiungere da un lato lo scopo/volontà delle parti e dall’altro adeguarli alle norme di legge che è impossibile derogare in quanto imperative.

L'indagine della volontà delle parti che si è detto dover avvenire nel migliore dei casi prima della redazione dell’atto, può tuttavia anche essere compiuta dopo, ovvero al momento del suo ricevimento o nel momento di procedura dell'autenticazione della scrittura privata.

Sotto la sua direzione e responsabilità, il notaio può delegare a terzi l’indagine della volontà dei suoi clienti avvalendosi di collaboratori.

Nel caso di contratti di mutui bancari, esempio nel quale l’atto è redatto in conformità ad una bozza predisposta da una sola delle parti, il notaio ha il dovere di spiegarne il contenuto, clausole e effetti giuridici anche all’altra parte e accertare che l’atto/contratto in questione corrisponda anche alla sua volontà.